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Approfondimenti storici

Dott. Antonino Faro, Direttore dell’Archivio di Stato della Spezia
Breve carrellata storica sull’istituzione giudiziaria nel territorio della Spezia e Sarzana nel periodo anteriore al 1923.

Repubblica Aristocratica di Genova.
Al tempo degli “Antichi Regimi”, l’Amministrazione della giustizia, sul territorio del levante ligure, in particolare di Sarzana e La Spezia, era attribuita al Podestà-Vicario, inviato dalla dominante per il controllo dei propri domini acquisiti stabilmente a partire dalla fine del 1400.
Alla fine del XV secolo, l’amministrazione della giustizia venne affidata, sia alla Spezia e che a Sarzana (città allora più importante del territorio) ad un Capitano del popolo.
Con il contratto del 30 giugno 1562, sottoscritto dal Magnifico Senato Genovese e le rappresentanze cittadine, venne istituito in Sarzana un Ufficio Maggiore e, nel 1576, un Commissariato.
Con la riforma detta  “Legge dei Dieci Governi” (2 dicembre 1757), si assegnò al “Giusdicente di Sarzana” il doppio titolo di Governatore e Commissario, concentrando in un solo soggetto i pieni poteri: diritto di amministrare in modo autonomo la giustizia penale (con l’esercizio dello jus sanguinis sui sudditi dei  territori della Riviera di Levante), senza l’obbligo di approvazione della “Rota Criminale”(organo giudiziario specializzato insediato a Genova dal 1576).

“Repubblica Ligure Democratica” 
Il 14 gennaio 1797 nasce la Repubblica Ligure Democratica, d’ispirazione giacobina.
Le antiche istituzioni repubblicane lasciarono il posto alle ripartizioni amministrative e giudiziarie ispirate al razionalismo illuministico francese.
Il territorio della Repubblica Democratica, con la legge del 1 agosto 1797, fu diviso in Venti Giurisdizioni e 156 “Cantoni”.
Il Senato (o Consiglio Maggiore) venne sostituito da un “Consiglio dei Sessanta” con l’intento di sradicare gli abusi ed i privilegi e di assicurare le necessarie riforme.
Dal 14 gennaio 1798 al 6 dicembre 1799, buona parte della Liguria venne amministrata da un Direttorio Esecutivo al quale succedette una Commissione di Governo.
La provincia della Spezia fece parte principalmente della Giurisdizione del Golfo di Venere (espressione pittoresca con cui venne denominato l’ampio e frastagliato Golfo della Spezia) ma anche della Giurisdizione di Lunigiana, del Gromolo e della Vara.
Alla fine del XVIII secolo (con l’avvento della Repubblica Democratica Ligure) fu istituito il Tribunale Civile e Criminale della Giurisdizione del Golfo di Venere, con sede alla Spezia.
Nel 1799 l’Austria, con l’appoggio degli abitanti dell’Appennino contrari ai giacobini, riuscì a conquistare la città della Spezia nonostante i tentativi di resistenza della popolazione sostenuta dai genovesi.
A seguito del proclama del Generale austriaco Klenau, del 9 novembre 1799, tutti gli organi amministrativi dei territori occupati vennero soppressi temporaneamente e sostituiti dalle “Cesaree Reggenze Provvisorie”, riportando la situazione alla ripartizione territoriale del regime aristocratico (regolato dalle vecchie leggi e dagli antichi Statuti locali) con propri Uffici Giudiziari (La Magnifica Ruota Civile e Criminale).
La successiva “legge del 17 gennaio 1803 sulla divisione del territorio”  risulta un compromesso tra le spinte municipalistiche, portate avanti dalle singole comunità presenti sul territorio, ed il principio dell’alternanza dei capoluoghi di giurisdizione.

“Impero francese”
Con le vittorie napoleoniche lo Stato Genovese, abbandonate le illusioni autonomistiche, si ridusse, di fatto, ad appendice della Francia.
Quando, nel 1805, Napoleone divenne Imperatore e poi Re d’Italia, la Repubblica di Genova decadde come soggetto politico. Con l’annessione della Liguria all’Impero, il territorio subì una nuova ripartizione amministrativa in tre dipartimenti: di “Montenotte” nel Ponente, di Genova e degli “Appennini” nel Levante. Quest’ultimo, con capoluogo Chiavari, venne suddiviso a sua volta in tre circondari: quello di Chiavari e quello Sarzana e Bardi, a cui se ne aggiunsero altri due: Pontremoli (in sostituzione di Bardi)e La Spezia.
Con l’introduzione del sistema giudiziario francese nei territori liguri vennero soppresse tutte le giurisdizioni specializzate o eccezionali ed i tribunali di primo e secondo grado d’Ancien Régime.
Sarzana, vantando di essere città d’origine della famiglia Bonaparte, fu posta a capo dell’omonimo circondario ottenendo l’assegnazione della sede del Tribunale Civile e Penale che vi rimarrà per oltre un secolo.
Il Governo imperiale francese introdusse i codici Napoleonici (Code civil, Code pénal, Code de commerce), inserendo l’architettura giudiziaria francese, alla cui base si poneva la “Justice de Paix”,  in ogni Cantone (comune principale); quindi, un “Tribunal de Prémier Istance et de Police Corréctionnelle” in ogni Circondario; poi fu insediata, in campo penale, una “Cour de Justice Civil et Criminel” in ogni capoluogo di dipartimento; completando con  una “Cour d’Appel” in ogni capoluogo de dipartimento. La “Cour de Cassation” era  il massimo organo giudiziario e si trovava nella capitale dell’Impero francese.
In particolare :
-la Giustizia di Pace, impersonata dal giudice di pace (home juste), presente in ogni Cantone del Circondario (comune più grande ed importante di un’area territoriale), era competente per i reati di III Classe, giudicava, in campo penale, su risse e atti di inimicizia e, in quanto giudice di polizia, sulle trasgressioni al codice penale punibili con la detenzione non superiore a 10 giorni e multe di adeguato valore.
In materia civile poteva giudicare sia su diritti di proprietà che della persona, emettendo condanne inappellabili con pene di modico valore
Il Tribunale di Prima Istanza, in campo penale, aveva competenza per i reati di furto, contrabbando, censura. In materia civile, fungeva da giudice d’appello su cause decise dal giudice di pace.  
La Corte di Giustizia Civile e Criminale (rinominata Corte d’Assise dal 1810) era competente per i “fatti di sangue” e deliberava sia per le questioni di fatto che di diritto;  La Corte d’Appello per un secondo grado di giudizio.
Le denominazioni attribuite agli organi giudiziari Civili e Penali, a partire dal 1815, si possono così riassumere:
Consiglio di Giustizia dal 1815 al 1819
Tribunale di Prefettura dal 1845 al 1848
Tribunale di Prima Cognizione dal 1850 al 1852
Tribunale Provinciale dal 1855 al 1860
Tribunale di Circondario dal 1860 al 1861
Tribunale Civile e Correzionale tra il 1869 ed il 1870

“Regno di Sardegna”
Il Congresso di Vienna assegnò la Liguria al Regno Sardo-piemontese a partire dal  7 gennaio 1815. Nel conseguente riassetto generale, operato dall’Amministrazione Sarda, fu creata la “Provincia del Levante” (Regio Editto del 27.02.1815) con capoluogo e sede d’Intendenza alla Spezia (comprendente una giurisdizione estesa tra Sarzana e Portofino). L’avvento al trono di Carlo Felice, al posto del fratello Vittorio Emanuele I, fu propizio per avviare progetti di lavori pubblici, attività commerciali.
Si iniziò la costruzione della strada carrozzabile tra Sestri e Spezia (da vecchi progetti degli ingegneri napoleonici), la cui realizzazione fu completata nel 1822.
La “Vice Intendenza poi Intendenza del Levante”, nella Provincia del Levante era costituita da sei mandamenti o giudicature: Spezia, Sarzana, Lerici, Vezzano, Levanto e Godano, comprendenti 56 Comuni. Alla Spezia s’insediarono le autorità provinciali quali: l’Intendente, il Comandante dei reparti militari, il Tesoriere Generale, l’Ispettore Doganale.
Con l’Editto del 10.11.1818, avvenne una generale ridefinizione del territorio del Levante ligure e la provincia spezzina subì un ridimensionamento: la sua dimensione venne ridotta drasticamente passando da 188.900 a 66.077 ettari (un terzo di prima!) e da 56 a 29 Comuni.
Organi giudiziari.
La Restaurazione e 1’incorporazione della Liguria nel Regno di Sardegna aveva apportato la reintroduzione di norme poliziesche dell’ “Ancien Régime”, come le pene corporali (esclusa la tortura durante gli interrogatori).
I “Giudici di pace” diventano “Giudici mandamentali” (secondo l’Editto del 1822: con “Competenza per Valore” fino a 300 lire piemontesi), posti in ogni mandamento. Il territorio dell’Intendenza, o Provincia del Levante, denominato anche dei “Confini Orientali”, comprendeva, oltre al capoluogo La Spezia, i territori di Sesta Godano, Lerici, Levanto, Sarzana, Vezzano.
Nel capoluogo veniva istituito un “Tribunale di Prefettura” con competenza sia  civile (per un valore sino a 1.200 lire) che penale (rappresentando la giustizia “in seconda ed ultima istanza”).

“Regno d’Italia”
Con il “Decreto Regio” del 20 novembre 1859 furono promulgati nuovi codici che vennero estesi a tutto 1’ordinamento giudiziario del nascente Regno d’Italia.
Giustizia di pace, Giudicatura, poi Pretura di Varese Ligure.
Nell’ottobre del 1847 venne promulgato un nuovo Codice di Procedura Penale (che seguì all’emanazione dei cosiddetti “Codici Albertini”. Questo nuovo codice, era improntato sul principio della “pubblicità del dibattimento” e prescindeva, per la sua operatività, dal ceto sociale d’appartenenza dell’imputato.

“Tribunali Militari Territoriali e Marittimi”
La Spezia rivestì una notevole importanza strategica, in un primo tempo come porto militare del Piemonte ed, in seguito come base della flotta navale militare del Regno Italiano.
Alla Spezia fu istituito un Tribunale militare che ha lavorato sino ai giorni nostri. Accanto alla documentazione che contiene cause di cui tale organo giudiziario poteva conoscere per competenza, in esso è custodito  un ingente quantitativo di documentazione relativa alle cause di altri Tribunali militari marittimi territoriali e degli Uditorati di Marina confluiti alla Spezia a seguito di una serie di soppressioni avvenute in Italia a partire dagli anni venti.
Questa documentazione presente, per avvenuto versamento, all’Archivio di Stato della Spezia si contraddistingue per la ricchezza ed unicità dei fatti contenuti consentendo di riportare in vita importanza pagine di Storia militare ed, in particolare, della Marina Italiana:

Altre Note storiche.
Nel 1842, con l’approvazione del re Carlo Alberto, viene fondata la Cassa di Risparmio della Spezia. Con nuovi piani urbanistici la città della Spezia si ingrandì verso il “Prato alla Marina”; venne ampliato e rafforzato anche il piccolo “ponte da sbarco” affiancato da un nuovo ufficio doganale, che prevedeva il ricovero di merci in un capiente magazzino.
 
La Spezia sede del Primo Dipartimento Militare Marittimo d’Italia.
Fu ferma volontà del Cavour, allora Ministro della Marina, di eleggere il Golfo della Spezia, quale sede ideale per ospitare la Flotta Militare Italiana (che era allocata nel porto di Genova, già affollato di navii passeggeri e merci.)
Il progetto di origine napoleonica, inizialmente previsto tra il seno del Varignano e delle Grazie, venne completamente riformulato dal tenente colonnello del Genio Navale Domenico Chiodo, al quale si attribuisce storicamente la paternità di questa colossale opera d’ingegneria. Fu sua la decisione d’inserire l’impianto militale più all’interno del golfo, nelle contrade di Marola e San Vito.
Con Decreto Regio del 30 maggio 1859 si dava avvio alla costruzione dell’Arsenale i cui lavori, compiuti in un lungo arco di tempo impegnarono maestranze provenienti da tutta Italia (oltre duemila operai) che “lavorarono senza sosta” per completare l’opera che venne inaugurata con grande risalto, il 28 agosto 1869. Ad esso si aggiunsero, nei dieci anni successivi, altre opere di difesa (i Forti della Castellana, del Pezzino, della Palmaria, le Batterie del Varignano, della Castellana, la Diga Foranea ecc.) per un valore di oltre 5 milioni di lire (cifra considerata, a quel tempo, ingentissima!), da distribuire in quattro esercizi finanziari.
Complessivamente l’impianto occupò una superficie doppia rispetto a quella della città murata della Spezia.
La Spezia fu dichiarata Primo Dipartimento Militare Marittimo (1870) con un’ampia giurisdizione che andava dal confine di stato con la Francia sino al porto di Terracina.
Questa grande realizzazione favorì la nascita di un insieme di attività collegate, un “indotto” industriale che oltrepassava la mera attività di costruzione, manutenzione e riparazione della flotta e che assumeva, nel giro di qualche decennio, le caratteristiche di grande polo di tecnologie d’avanguardia.
La popolazione, che nell’anno 1861 contava 11.500 unità, nel giro di un decennio raddoppia e nel ventennio successivo s’incrementerà ulteriormente quintuplicando il numero originario.
Tale cambiamento causò notevoli problemi di sovrappopolazione per la mancanza di adeguate strutture d’accoglienza: le reti idriche e fognarie insufficienti, la miseria delle baracche a ridosso dei cantieri, la penuria di alloggi. La situazione raggiunse ben presto livelli di forte criticità e, sebbene più volte denunciata dalla stampa locale, diverrà drammatica sfociando in una grave epidemia di colera nel 1884. 
Il fenomeno immigratorio di questa città è stato definito, non a torto,  come il più clamoroso del tempo per la rapidità con cui si consumò ( la città continuò ad aumentare ininterrottamente  la sua popolazione sino agli anni 1960, quando si registrarono ben 120.000 abitanti, per poi iniziare una lenta ed inesorabile flessione i cui effetti perdurano sino ai nostri giorni).
Dinnanzi al fatto che la popolazione  continuava ad affluire da ogni parte d’Italia, gli amministratori fecero fronte all’emergenza con notevole difficoltà e lentezza.
In particolar modo va ricordata, inoltre, la realizzazione del nuovo quartiere popolare edificato per poter ospitare gli operai dell’arsenale e le loro famiglie, dedicato al Re Umberto I° che l’inaugurò solennemente il 15 agosto 1889. Si trattò di un complesso edilizio di circa 992 alloggi che, per le soluzioni strutturali adottate e le sue dimensioni, si considera tra i più interessanti esempi di progetto urbanistico moderno realizzato nel panorama italiano per quanto riguarda le case popolari.
Ad esso seguì il Piano Regolatore del 1890 che rivoluzionò l’aspetto della città spezzina sia per quanto riguarda l’estetica che per quanto concerne la creazione del moderno porto commerciale.
Nel 1902 Guglielmo Marconi, nel Golfo della Spezia, condusse un’importante serie di esperimenti, promossi dalla Marina Militare Italiana, finalizzati alla realizzazione di un sistema di comunicazione radiotelegrafica su cui pochi scienziati del tempo avrebbero scommesso. La campagna sperimentale iniziò e si concluse, dopo mesi di navigazione oceanica, nel golfo spezzino.

Elenco della documentazione giudiziaria depositata nell’Archivio di Stato della Spezia
Tribunale di Prefettura del Levante
Il  Fondo si compone di 124 volumi e 71 buste (1815-1860) così suddivisi:
 n. 57 buste di “Sentenze Civili” (1815-1860); n. 23 volumi di “Sentenze Commerciali” (1815-1860); n. 15 volumi di “Sentenze di Deliberamento” (1816-1860); n.1 busta di “Sentenze Ingiunzionali” (1838-1842), n. 3 volumi di “Sentenze di Rinunzie ed Accettazioni di eredità”(1838-1860); n. 1 volume di “Sentenze Arbitrali”; n. 2 volumi di “Perizie” (1816-1854); n. 4 buste di “Giudizi di Graduazione” (1831-1860) con indice alfabetico delle parti; n. 13 volumi di “Ordinanze Civili e Commerciali”; n. 10 volumi di “Verbali Civili e Commerciali (1855-1860); n. 66 buste di “Fascicoli Processuali Penali” (1822-1860).
                            
Il Fondo Tribunale della Spezia, versato all’Archivio di Stato (1959) e risulta composto da 873 buste, 916 volumi, 7 registri (dal 1861 al 1945
L’elenco del versamento risale al 1959 e gli indici alfabetici, creati nel 1967, sono stati completati nel 1974.
Esso comprende: n. 311 volumi di “Sentenze Civili” (1861-1939); n. 1 volume di ”Sentenze di Rinunzie ed Accettazioni di Eredità” (1861-1865); n. 16  volumi di ”Sentenze Commerciali” (1861-1882); n. 37  volumi di “Sentenze di Deliberamento” (1861-1914); n. 29 buste di  ”Sentenze di Stato Civile” (1864-1936); n. 1 busta di ”Sentenze di Capitaneria di Porto” (1880-1905); n.1 busta e 4 registri di “Sentenze d’Interdizione e Inabilitazione” (1861-1901); n 3 volumi “Sentenze per Controversie di Lavoro (1928-1938); n.184 volumi di ”Verbali” (1861-1930); n. 101 buste di ”Giudizi di Graduazione” (1861-1931); n. 127 volumi di ”Ordinanze” (1861-1940); n. 265 buste di ”Fallimenti” (1861-1942); n. 16 volumi e 11 buste di “Decreti Ingiuntivi” (1934-1945); n. 126 volumi di  ”Decreti” (1870-1932); n. 11 buste di  “Pratiche di Ricovero di Minori” (1871-1924);  n. 1 busta di “Verbali Dichiarazioni Avarie Navi” (1890-1900); n. 6 buste di ”Verbali Separazioni Coniugi” (1891-1920); n. 6 volumi di “Perizie” (1937-1939); n. 89 volumi di  “Sentenze Penali” (1873-1928); n. 526 buste di  “Fascicoli Processuali Penali” (1861-1936). 
                                           
Procura della Spezia
La prima parte del Fondo è stata versata all’Archivio di Stato nel 2005 e comprende Atti Penali e Atti Amministrativi e Civili.
Gli Atti Penali (1907-1989) consistono in: n. 34 rubriche, n. 112 registri e n. 51 faldoni
Gli Atti Civili ed Amministrativi (1889-1986) consistono in: n.55 registri, n. 19 faldoni, n.9 pacchi.
La seconda parte, Atti Amministrativi e Civili, è stata versata nel 2007 e  comprende:
 n. 1 Registro del Procuratore del Re  (1935-1942)
 n. 2 Faldoni  del Personale cessato  (1935-1965)
 n. 1 Faldone  delle Quietanze per spese d’ufficio (1928-1940, 1952-1953, 1962-1971)
 n. 4 Registri  delle Spese d’ufficio  (1927-1967, incompleto)
Al momento il Fondo non è consultabile.

“Pretura di Sarzana”
Il Fondo contiene una “Serie Civile” di 143 volumi (ordine cronologico) che va dal 1820 al 1943; una “Serie Penale” di 98 volumi che va dal 1833 al 1945 ed infine una “Serie della sezione dipendente di Lerici”  di  7 volumi (1852-1921).

“Giudicatura di Varese Ligure”
Il fondo si compone di 11 volumi e 172 registri (1815-1860) contenenti in particolare:
 n. 172 registri  di “Atti in Materia Civile e Penale”; n. 10 volumi di “Sentenze Civili” (1823-1860);  n.1 volume di “Sentenze Penali” (1860).
 
“ Pretura di Varese Ligure”

Nel Fondo Archivistico sono contenuti: n. 75 buste, 36 volumi e 31 registri di  “Atti e Sentenze Civili e Penali”(1861-1923). La documentazione posseduta (versata nell’anno 1973) contiene gli “Atti della Giudicatura del Mandamento di Varese Ligure” con i “Registri delle Informazioni Criminali”  (1815-1848), quelli dei “Contraddittori Civili” (1826-1855), quelli dei “Contraddittori Civili Sommari” (1814-1828), le “Cause Correzionali” (1837-1845), quelli relativi ai “Processi Gabellari” (1819-1861) e gli “Atti della Pretura”, a partire dall’anno 1856.

“Tribunali  Militari Territoriali e Marittimi”
v Tribunale Militare Marittimo della Spezia  (1870-1929)
v Tribunale Militare Marittimo di Venezia    (1867-1931)
v Tribunale Militare Marittimo della Maddalena (1915-1918)
v Tribunale Militare Marittimo di Pola  (1918-1923)
v Tribunale Militare Territoriale di Venezia  < Registri Generali > (1870-1907)
v Tribunale Militare Territoriale di Bologna < Registri Generali > (1915-1929)
v Tribunale Militare di Bologna   (1860-1905; 1925-1941)
v Tribunale Militare di Forlì  (1861-1864)
v Tribunale Militare di Modena  (1862-1864)
v Tribunale Bologna Forlì e Modena  < Commissioni d’Inchiesta > (1861-1906)
v Uditorato di Ancona  (1861-1867)
v Uditorato di Napoli    (1863-1888)
v Uditorato di Genova  (1861-1869; 1822-1870)

ed inoltre:
       
“Consigli di Bordo”       (1872-1930)
“Diserzioni Fiumane”   (1919)